THE ROOTS
(A Tale Sonata)

Prima o poi c’è un momento nella vita in cui iniziamo a riflettere intensamente sulle nostre radici. Spesso coincide con la perdita di una radice per noi essenziale, ad esempio la scomparsa di un genitore, come è successo a me. È mancato mio padre, e la sua mancanza mi ha fatto pensare alle mie radici. Mi sono quindi fermato a riflettere: ma cosa sono le nostre radici? Senza dubbio qualcosa di meraviglioso. Da ragazzi pensiamo siano un ostacolo; crescendo intuiamo invece che sono proprio loro a renderci indipendenti. E’ da adulti che scopriamo in noi la forza di poter mettere radici ovunque vogliamo, ad esempio creare una famiglia o una rete di importanti relazioni, come fanno gli alberi. Le radici di alcuni alberi hanno lo stesso volume del tronco e dei rami o si connettono a quelle degli alberi vicini forse per un aiuto reciproco. Pensieri che mi hanno spinto a chiedermi quali siano le radici della mia musica.

Senza dubbio la radice è nella forma sonata; da lì è nata la mia Sonata per pianoforte e violoncello in quattro movimenti. L’ho completata poco tempo prima delle sessioni di registrazione di questo album, dopo una lunga gestazione di tre anni, perché era mia ferma intenzione inserirvi ogni mia radice. Ho utilizzato esattamente la forma della sonata, sia la forma-sonata nel primo movimento sia la struttura della sonata, cioè un adagio iniziale che si trasforma e diventa un presto nel finale. Inizia con un pensiero e il primo movimento si intitola “Very slow, like a funeral march”, come una marcia funebre; ma quella marcia si evolve e nel corso della sonata succede qualcosa, anzi molto, perché le nostre radici una volta scoperte ci liberano.

EZIO BOSSO Roots Photo Guido Harari

Musica per scoprire le mie radici musicali, musica per scoprire quelle di altra musica. Ad esempio del minimalismo. Una, secondo molti, è Fratres, un brano del 1977 di Arvo Pärt, dove il compositore va a sua volta alla ricerca delle proprie radici. Lo compone in un monastero utilizzando come guida una sequenza di numeri radicali che si ripete a specchio. È la radice che torna.

Poi, com’è ovvio, Bach, la radice della mia Sonata per pianoforte e violoncello e non solo: le radici del credere perché la fede è una forma di radice conquistata. La fede di Bach, che è fede assoluta nella musica e nel cristianesimo, si sente quintessenziata nei corali Ich ruf zu dir, Herr Jesu Christ e Wenn wir in höchsten Nöten sein.

Le nostre radici possono essere anche l’ancora di salvezza a cui aggrapparci nei momenti peggiori della vita. Olivier Messiaen nell’estate del 1940 è un in campo in Germania di prigionieri di guerra e si affida alla radice cristiana; compone la Louange à l'Éternité de Jésus che è parte del Quartetto per la fine dei tempi, una fra le opere strumentali più belle del ‘900.

Bach, Messiaen, Pärt sono tutte radici che ascolterete nella mia Sonata per pianoforte e violoncello, dove ne potete scoprire anche altre due. La prima è costituita da un mio piccolo brano che ha per titolo Dreaming Tears In A Crystal Cage, dedicato a John Cage e sono sicuro che ne capirete il perché. Parla di quando ci si sente in una gabbia e delle lacrime che tratteniamo, quelle che ci scorrono dentro invece di uscire dagli occhi. La seconda è Beethoven. Non potevo non incidere quell’ Adagio sostenuto della Sonata per pianoforte “Al chiaro di luna” di che mi fatto diventare un musicista; ancora bambino, andai di nascosto dai genitori ad acquistarne la partitura.

RELJA LUKIC Photo by Francesco Mori

In Inghilterra spesso si celebra chi è mancato raccontando vicende che lo hanno coinvolto e cantando tutti insieme; uno fra i tanti modi per recuperare le radici. Si chiamano “mourning parties”, gioco di parole fra mattino, “morning”, e addolorarsi, “mourning”. “Mourning”, addolorarsi, è solo una “u” in più di “morning”, mattino. Si ricorda e intanto si fa festa. Il secondo movimento della mia sonata, il trio, è esattamente il ricordarsi delle origini. Il terzo movimento, lo scherzo, allude a quando non accetti le tue radici e provi a scappare, ma la fuga poi di fatto non riesce. Fino ad arrivare a quella liberazione dove tutto si unisce, il quarto e ultimo movimento, allegro molto, dove si scopre la vera radice: essere connessi l’uno con l’altro come possono esserlo le radici degli alberi. Buon ascolto.

Ezio Bosso

TheRoots Cover

Musiche di: Bosso, Arvo Pärt, J.S. Bach, Messiaen e Beethoven

Disco: 1

 1. Fratres
 2. Ich ruf' zu dir, Herr Jesus Christ , BWV 639
 3. Bagatelle No.3: Dreaming Tears in a Crystal Cage
 4. Quatuor pour la fin su temps: Louange à l'Éternité de Jésus
 5. Wenn wir in höchsten Nöten sein, BWV 641
 6. Piano Sonata No.14 in C- Sharp Minor, Op.27 No.2 "Moonlight": Adagio sostenuto
 7. Sonata for Cello and Piano, BWV 1027: Andante

Disco: 2

1. Adagio molto (Like a Funeral March)
2. Trio, dolcemente (Remembrances, a Mourning Song)
3. Scherzo, presto (A Radication Will)
4. Finale, allegro molto ma giusto, presto con fuoco

Registrato a Novembre 2017 all’Auditorium Giovanni Arvedi di Cremona

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